Luca Fratangelo
Tre diesel generatori ribattezzati “Cavallo Pazzo”, “Lupo Solitario” e “La Donna Cannone” alimentano tutte le apparecchiature a bordo della nave. Dalle prese nelle camere all’apparato radar, dalle luci alla rete per gli ordini collettivi, tutta la vita di bordo si svolge grazie a questi generatori. E i loro nomi raccontano il rispetto, e anche l’affetto, che l’equipaggio nutre per questi macchinari così importanti.
Il “Cavallo Pazzo”, che alle volte sale di giri senza motivo; il “Lupo Solitario”, che svolge il suo lavoro in perfetta autonomia; e “La Donna Cannone”, da coccolare e vezzeggiare. Del resto, spiegano i motoristi, se la plancia è il cervello della nave, la sala motori ne è il cuore.
Siamo su Nave Dattilo, che, il 6 novembre, nelle acque del Sud della Francia, ha preso parte all’esercitazione RAMOGEpol, con la partecipazione di unità francesi, monegasche e italiane, uno sforzo congiunto volto a migliorare la preparazione delle Guardie costiere dei tre Paesi in caso di emergenze ambientali in un’area che va da Capo d’Anzio a Marsiglia.
L’area di RAMOGEpol è particolarmente sensibile, in quanto include anche le acque del Santuario per i mammiferi marini, protette con l’accordo Pelagos, e un disastro ambientale in questa zona potrebbe mettere a rischio un ecosistema marino fondamentale.
La necessità di difendere queste acque dall’inquinamento diventa chiara nel momento in cui Nave Dattilo entra nelle acque dell’Arcipelago Toscano, appena all’interno delle acque protette dall’accordo Pelagos. Basta aguzzare gli occhi e li si vede comparire ai lati della nave. Sembrano solo increspature nell’acqua all’inizio, poi si avvicinano e diventano più visibili, le loro forme inconfondibili. Delfini, che saltano dentro e fuori dall’acqua, seguono la Dattilo per un po’ e poi si allontanano.
La Dattilo risale la penisola diretta verso il porto militare di Tolone, la più grande base navale francese e la più grande di tutto il Mediterraneo, dove sarà ormeggiata in vista dell’esercitazione, che quest’anno prevede di simulare lo sversamento in mare di idrocarburi da parte di una petroliera.
Lo scenario prevede l’intervento immediato dei mezzi francesi, con la Dattilo e il rimorchiatore Portofino, in dotazione al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, incaricate di contenere la chiazza di idrocarburi, in questo caso sostituiti da una “controfigura” a base di lolla di riso, un materiale organico e non inquinante che simula perfettamente la consistenza di un idrocarburo sversato in acqua.
Nave Dattilo è stata scelta per questo compito in virtù del suo ruolo di nave multifunzione, in grado di offrire un contributo in vari ambiti: dalle operazioni antinquinamento all’antincendio, passando per le operazioni di search and rescue. La Dattilo, infatti, è dotata di un ponte di volo che garantisce l’appontaggio degli elicotteri ed è equipaggiata con cannoncini antincendio, panne per il contenimento delle sostanze inquinanti, e RHIB (Rigid Hull Inflatable Boat, ovvero battelli pneumatici a scafo rigido dotati di tubolari gonfiabili laterali, ad elevate prestazioni e particolarmente versatili a livello operativo) per il soccorso in mare.
La plancia della nave gode di una visuale a 360 gradi, da poppa a prora, con quattro pannelli comandi che consentono di gestirla da varie posizioni, rendendo così possibile la manovra dei suoi 94 metri di lunghezza e 3.600 tonnellate di dislocamento.
In attesa dell’esercitazione, Nave Dattilo ha ricevuto la visita del Prefetto francese per il Mar Mediterraneo, ammiraglio di squadra Christophe Lucas, che ha sottolineato l’importanza di esercitazioni come RAMOGEpol, per proteggere i cittadini dai pericoli dell’inquinamento marino.
Durante un briefing svolto nella sede della Prefettura del Mare di Tolone, alla vigilia dell’operazione, è emersa qualche incertezza dovuta prevalentemente alle condizioni meteomarine avverse: le previsioni, infatti, indicavano per la giornata del 6 novembre un mare particolarmente ingrossato, con condizioni che sarebbero andate a peggiorare. Situazione non ideale per un’esercitazione del genere, che rischiava infatti di essere annullata per ragioni di sicurezza, in caso di uno stato del mare pari o superiore a “4”.
Malgrado i timori legati al meteo, la mattina del 6 novembre tutto si è svolto come previsto. Alle ore 9 è scattato lo scenario dell’esercitazione, con la segnalazione di una petroliera al largo di Saint-Tropez che riportava una falla nello scafo e la fuoriuscita di 500 metri cubi di idrocarburi pesanti, divisa in due chiazze: una trasportata dalla corrente verso Cap Camarat e l’altra verso l’Île du Levant. Poco dopo le ore 10 è stato attivato il piano RAMOGE, con la richiesta di intervento a Nave Dattilo e alla Portofino. A quel punto, le due navi hanno iniziato a puntare verso le chiazze arancioni di lolla di riso, rilasciate in due distinti momenti dalla nave francese Pionnier, che dirigeva le operazioni.
Un breve momento di difficoltà è arrivato poco dopo, quando il riverbero del sole ha momentaneamente nascosto una delle chiazze agli occhi dell’equipaggio. Risolto rapidamente il problema, la Dattilo ha proseguito verso la seconda chiazza, lasciando la prima alla Portofino, dotata di barriere di contenimento Current Buster 4, in grado di circondare automaticamente le sostanze inquinanti.
“L’equipaggio funziona come un’orchestra”, spiega il comandante di Nave Dattilo, Capitano di Fregata Davide Guzzi, e il paragone non potrebbe essere più azzeccato: quando la Dattilo arriva in prossimità della seconda chiazza, è lui a dirigere le operazioni dalla plancia, mentre l’equipaggio mette a mare le panne per contenere la chiazza ed un RHIB le dispiega intorno alla lolla di riso in modo da circondarla. È un lavoro estremamente complesso, con 7 persone deputate a srotolare le panne, avvolte intorno a un rullo, gonfiarle con un potente compressore e metterle in mare, e altre 3 con il compito di manovrare il RHIB e agganciare le panne, mentre, a bordo, si continua a srotolare, gonfiare e calare in mare il materiale. Nel frattempo, dalla plancia si coordinano tutte queste operazioni con i movimenti della nave, oltre a gestire le operazioni di recupero del carburante. La perfetta armonia di tutto l’equipaggio è indispensabile per la buona riuscita dell’intervento.
Una volta posizionati tutti i 125 metri di lunghezza delle panne (sui 250 totali a disposizione della nave) e circondata la chiazza, è il momento dello skimmer: l’aspiratore in grado di dividere l’acqua dagli idrocarburi, con una capacità di 51,2 metri cubi all’ora, lasciando ricadere poi l’acqua in mare e riversando gli idrocarburi nelle vasche O.R.O. (Oil Recovery Operations) per la loro raccolta. In questa esercitazione, tuttavia, lo skimmer non è stato utilizzato per aspirare: la Dattilo si è limitata a sbracciarlo sopra la lolla di riso che, essendo una sostanza organica e non inquinante, è stata lasciata in mare.
Completate le operazioni, le panne vengono riavvolte intorno all’enorme rullo dall’equipaggio sul ponte, sempre con la collaborazione del personale a bordo del RHIB. Anche in questo caso, l’operazione è diretta dalla plancia, che controlla che il riavvolgimento proceda senza problemi.
Giunta poi la conferma della fine dell’esercitazione, i mezzi navali rientrano nelle rispettive basi: le navi francesi nel porto militare di Tolone, la Portofino a Genova e la Dattilo verso Marina di Carrara, dove prenderà parte alle operazioni di rimozione della nave cargo Guang Rong, incagliatasi a causa del maltempo nel mese di gennaio 2025 nelle acque antistanti Marina di Massa.
L’esercitazione RAMOGEpol 2025 si è rivelata un vero e proprio successo, sottolineando la preparazione della Guardia Costiera in caso di emergenze ambientali come quella simulata, oltre a evidenziare l’ottimo livello di coordinamento con le forze francesi e monegasche nell’area coperta dall’accordo RAMOGE.
Oltre a rafforzare la cooperazione internazionale, attività di questo tipo consentono agli equipaggi di affinare procedure, tempistiche e capacità operative: un addestramento prezioso per intervenire in modo tempestivo quando il mare e l’ambiente sono in pericolo.








